Disagio psichico, apicoltura e orticoltura che fanno bene (anche alla città)

Firmata la convenzione per il “Progetto Meloncello”, con la quale Asp concederà un terreno di tre ettari, a pochi passi dal centro di Bologna. Ciacco (Auser): “Col suo modello di agricoltura sostenibile, mira a diventare un punto di riferimento per il quartiere e la città”

24 aprile 2017

BOLOGNA – Tre ettari di terreno dedicati a orticoltura e apicoltura, a pochi passi dal centro di Bologna, gestiti da persone con disagio psichiatrico per favorirne il reinserimento attivo nella società: il “Progetto Meloncello” partirà con alcuni tirocini formativi, ma punta a creare una concreta possibilità lavorativa per almeno quindici persone. È stata sottoscritta la convenzione grazie alla quale Asp, azienda pubblica di servizi alla persona impegnata nel settore sociale e sanitario, metterà a disposizione per fini sociali un podere di sua proprietà sui primi colli bolognesi, per la realizzazione di un progetto che vedrà coinvolti l’associazione Auser Volontariato Bologna, l’associazione di promozione sociale Il ventaglio di Orav, l’Azienda Usl di Bologna, il quartiere Porto-Saragozza e l’Azienda agricola Piazza Martino.
“Vogliamo gestire nel miglior modo possibile il patrimonio di Asp – dichiara Gianluca Borghi, amministratore unico –. Il Progetto Meloncello nasce già con gli occhi ben puntati sul futuro di inclusione sociale e autonomia economica che intende garantire”. “Tre ettari di terreno collinare per concretizzare le diverse dimensioni dell’accoglienza”: così Alfonso Ciacco, dell’associazione Auser, riassume il progetto. Situato poco distante dal centro di Bologna e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, il podere è in una posizione ideale, e vuole essere anche un punto di partenza, un invito a dare il via ad altre esperienze analoghe su un territorio nel quale il volontariato e l’attenzione ai problemi sociali sono ben radicati. “La conformazione del terreno dato in concessione permette di riservarne una parte anche al frutteto – continua Ciacco –. Il podere, col suo modello di agricoltura sostenibile, mira a diventare un punto di riferimento per il quartiere e la città stessa, aprendosi alle visite di scolaresche, alla possibilità di realizzare laboratori didattici e – perché no – sperimentare l’ortoterapia”.La collaborazione tra Auser e l’associazione Il ventaglio di Orav si era già concretizzata in un progetto di recupero ambientale del territorio collinare, apicoltura e produzione di miele, con l’obiettivo di reinserire nella società persone con disagi psichiatrici grazie al progetto di inclusione sociale del dipartimento di salute mentale dell’Azienda Usl. È proprio Cristian, uno dei ragazzi coinvolti nel progetto, a spiegare che “il miele di melata, uno tra quelli prodotti, è quello che viene dal sottobosco”. Soddisfatto anche Andrea Villa, presidente del Ventaglio di Orav: “Diversi ragazzi impegnati in altre attività gestite dall’associazione si sono appassionati al punto di diventare veri esperti”.

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