Elettrosensibilità, sintomi e terapia

Cos’è l’Elettrosensibilità? Quali sono i sintomi, la diagnosi, la cura e rimedi? L’Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS), detta anche Elettrosensibilità (ES). Con questo termine, si indica l’insieme dei disturbi biologici e psicologici, avvertiti da alcuni soggetti in prossimità di campi elettromagnetici (c.e.m.) ad alta e bassa frequenza presenti nella vita quotidiana.  Si tratta di sintomi provocati dalla vicinanza a telefoni cellulari, stazioni radiobase, wi-fi, radar, ripetitori radio-televisivi, ponti radio, elettrodotti e anche computers, elettrodomestici e impianti elettrici delle abitazioni. Si ritiene che le persone portatrici di protesi metalliche siano particolarmente esposte all’elettrosensibilità. La classe medica, soprattutto italiana, non è concorde nel definire cause e cure del problema. Altrove, è motivo di invalidità civile. Questa condizione può comportare sintomi più o meno gravi, ma anche sfociare in una malattia vera e propria. Uno studio americano del 2013 effettuato su campione di 250 persone di età compresa tra i 20 e i 65 anni, ha evidenziato come i soggetti elettrosensibili erano in grado di riconoscere correttamente la presenza dei campi elettromagnetici manifestando, a seguito della stimolazione, sintomi specifici. Secondo una stima del 2013, in Italia sarebbero 650 mila le persone affette da elettrosensibilità, una patologia che può colpire l’intera popolazione laddove i bambini e le donne risultano essere più vulnerabili alle onde elettromagnetiche.
Sintomi
I sintomi dell’elettrosensibilità:Formicolio, prurito, insonnia, debolezza, mal di testa, nausea, perdita di memoria, difficoltà a concentrarsi, tachicardia, spasmi e rigidità muscolare, malessere generale. Si riscontra un importante riduzione della memoria che ingenera una sensazione di insicurezza e di mancanza di autostima che può sfociare in disturbi dell’umore e depressione. I pazienti riferiscono anche di accusare dolore, ad esempio quando hanno in tasca il cellulare. Oltre ai disturbi avvertiti, vi sono alcuni effetti biologici che secondo alcuni specialisti possono essere ricondotti all’esposizione ai campi elettromagnetici, come i danni a carico di alcuni organi. Tali problematiche possono sussistere persino con esposizione ai c.e.m per livelli inferiori ai valori limite convenuti dalle società scientifiche e fissati dalle leggi nazionali e internazionali. In alcuni casi, è possibile individuare un evento scatenante dell’elettrosensibilità: ad esempio, un incidente elettrico che provoca folgorazione, a lungo termine, può causare i sintomi tipici di questo problema, oppure la “semplice” sovraesposizione quotidiana. Le occasioni di esposizione generalmente si concentrano a casa e sul posto di lavoro. Nel 2011 lo Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) ha classificato le radiofrequenze come «possibili cancerogeni» per l’uomo (Classe A2), a conferma di un aperto dibattito da parte della comunità scientifica. Nonostante alcuni studi abbiano evidenziato  la correlazione di causa-effetto elettromagnetismo-malattia non è stato stabilito un comune standard di diagnosi e cura della malattia. Nonostante la comunità Europea nel 2011 chiese atutti i paesi membri di allertare la popolazione dei rischi dovuti all’elettrosmog, molti paesi tra cui l’Italia hanno ignorato totalmente tali raccomandazioni, prova ne è il fatto che in questi giorni si sta discutendo un disegno di legge per l’aumento dei valori di riferimento passando da 6V/m a 60V/m. La causa di questa mancata informazione sui rischi dell’elettrosmog è certamente riconducibile agli enormi interessi economici in ballo.La malattia
I pazienti affetti da elettrosensibilità sono spesso costretti a pellegrinaggi in vari ospedali alla ricerca di uno specialista in grado di comprendere realmente la situazione. In Italia, c’è molta disinformazione sul problema e i pochi professori che se ne occupano, sono largamente osteggiati. Trattandosi di una patologia relativamente recente, spesso i soggetti si trovano nella difficoltà di individuare un interlocutore che conosca in maniera approfondita il problema dell’elettrosensibilità. Nei casi peggiori, l’incomprensione della classe medica conduce a diagnosi frettolose di patologie psichiatriche. Come per la patologia ambientale della Sensibilità Chimica Multipla, l’elettrosensibilità non figura, al momento, nell’elenco di malattie rare dell’Istituto Superiore della Sanità. Ricordiamo, invece, che è riconosciuta come patologia da alcuni Paesi come Canada, Spagna e Francia. In quest’ultima, in particolare, esistono zone franche, libere da campi elettromagnetici, dove i malati possono vivere in tranquillità. Una casa per le persone elettrosensibili e malati di sensibilità chimica multipla è stata realizzata anche a Zurigo; in Svezia, è considerata malattia invalidante. A livello internazionale, si parla di ipersensibilità ai campi elettromagnetici, Electromagnetic Hypersensitivity, EHS.Terapia
La terapia dell’elettrosensibilità si basa principalmente sull’evitamento delle esposizioni ai campi elettromagnetici, soprattutto in presenza di bambini più suscettibili alle radiazioni per via del loro minor spessore della parete cranica. Ridurne e magari azzerarne la frequenza, significa anche limitare i disturbi legati alla patologia. L’ elettrosensibilità può essere legata a componenti di stress che riducono significativamente le difese immunitarie per tanto è consigliato anche utilizzare tecniche di rilassamento come Yoga o massaggi Shatzu per ridurre i sintomi e la tensione. Spesso i malati si trovano, loro malgrado, a subire i segnali wi-fi dei vicini, che non curanti degli effetti devastanti (in particolarmodo l’effetto che le onde elf  hanno sulla qualità del sonno) del segnale Wi-Fi tengono accesi i loro moden 24/24. Questo tipo di negligenze da sole possono dare seguito a sovraesposizione quindi causare disabilità a chi è affetto da elettrosensibilità ma anche a chi non lo è ancora. In questo caso, la libertà personale tutelata legalmente va a limitare il diritto altrui alla salute. I malati, spesso, sono costretti a cambiare casa o modificarla per renderla abitabile, evitare mezzi e luoghi pubblici, cambiare radicalmente la propria vita sociale. Analizzando i soli dati statistici si rileva un aumento esponenziale dei casi di Elettrosensibilità, questo da solo è sufficiente per consigliare un uso più responsabile di tutti quelli apparecchi tecnologici che emottono segnali elettromagnetici. Due studi fatti in Granbretagna e Giappone su campioni di mille persone monitorate per 10 anni ha evidenziato che un uso di soli 30 minuti giornalieri del cellulare determina l’incremento del 30% dei casi di tumore al cervello.

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Tratto da: Neopress.it , Tanta salute

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