Esportazione Della Democrazia Made In U.S.A.

In pochi mesi abbiamo assistito a un completo cambio di rotta nella politica estera di Donald Trump.

Da queste dichiarazioni:

  • La Siria non è un problema che dobbiamo risolvere noi.
  • La Nato è obsoleta.
  • Gli U.S.A. non devono per forza essere gli sceriffi del mondo.

E’ passato a queste dichiarazioni:

  • Ho ordinato un attacco con 59 missili Tomahawk contro la base siriana di Al Shayrat.
  • Ho chiesto più soldi al premier Gentiloni per le spese militari della Nato.
  • Gli altri paesi si uniscano agli U.S.A. per combattere il versamento di sangue in Siria e il terrorismo.

Alla faccia della coerenza!!!

A quanto pare chiunque ricopra la carica di presidente degli Stati Uniti deve seguire, con le buone o con le cattive, le politiche di “esportazione della democrazia” decise dall’establishment!!!

E’ accaduto con Obama, e sta accadendo adesso con Trump!!!

Esistono tanti regimi nel mondo (Sudan, Thailandia, Eritrea, tanto per citarne alcuni), ma U.S.A. e U.E. si concentrano sempre e solo sulla Siria.

Chissà perchè ?

Forse perchè Assad si è opposto al gasdotto Qatar-Turchia, in cui hanno forti interessi economici sia U.S.A. che U.E. ?

E’ un dato di fatto che l’esportazione della democrazia sia sempre legata a fattori economici:  l’Iraq per il petrolio, la Siria per il gas, la Libia per la futura Banca Centrale Africana, fortemente voluta da Gheddafi, e in grado di competere con il Fondo Monetario internazionale e la Banca Mondiale.

“Esportare la democrazia” significa rovesciare un regime per metterne al suo posto un’altro compiacente.

Non importa se questo causerà milioni di morti, e trascinerà un paese nel caos (come già successo con Iraq e Libia)!!!

Sembra il trailer di un film….ma non lo vedrete mai al cinema!!!!

R.P.

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