Giovanna sull’ulivo: «Dovevo difenderlo»

Per nove ore sul ramo per impedire l’estirpazione.

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“Mai fatto una cosa del genere. Non sono una ribelle”

LECCE La foto che la ritrae arrampicata su un ulivo è diventata il simbolo della battaglia per salvare i patrioti di Puglia. E non era sua intenzione suscitare tanto clamore attorno a un gesto spontaneo. «Ho pensato che fosse l’unico sistema per fermare la morte di quell’albero». Lei è Giovanna Fontanas, ha 44 anni ed è per metà potentina e per metà salentina. Melendugno è diventata la sua casa perché è lì, nella zona di Sant’Andrea, che con il compagno gestisce un b&b immerso nella campagna, con due ettari e mezzo di terreno coltivato secondo i principi biologici. Martedì è rimasta su quell’albero, in contrada Santa Venia, nelle campagne di Veglie, dalle 8 e 30 del mattino alle 17 e 30 del pomeriggio.

Sarà stato scomodo rimanere tante ore su un albero?

«No, io sono piccolina e sono riuscita a trovare le posizioni giuste per non stancarmi. Oggi (ieri, ndr) ci sono rimasta soltanto per un’ora, fino a che non si è avuta la certezza che nessun albero sarebbe stato estirpato».

Prima di martedì aveva partecipato ad altre manifestazioni?

«Non avevo mai imbracciato una bandiera né manifestato in piazza per qualcosa. La mia battaglia ambientalista l’ho sempre portata avanti con i fatti, rispettando tutta la natura, a cominciare da quella che circonda il mio b&b, e con le parole, ogni qualvolta ho avuto la possibilità di confrontarmi con qualcuno».

Che cosa l’ha spinta, allora, a impegnarsi in questa battaglia?

«Quando si è cominciato a parlare di Xylella, di eradicazioni degli ulivi e di utilizzo di pesticidi, la mia indignazione è stata più forte di qualsiasi altro sentimento. Ho sentito che dovevo fare qualcosa, che non potevo rimanere inerme di fronte alla distruzione della natura, alla devastazione della mia terra. Il Salento è la terra più bella del mondo, da sempre punto di incontro di culture e razze che si sono perfettamente integrate. Ho pensato che sarei stata costretta ad andar via e questo mi ha spinta a impegnarmi in prima persona».

Che cosa teme di più?

«Usare i pesticidi così come prevede il piano significherebbe distruggere la nostra macchia mediterranea, le api, che nel ciclo della natura hanno un ruolo fondamentale, avvelenare il terreno. Non possiamo consentirlo».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno, di Francesca Mandese

“Giovanna/i in greco significa “Dono del Signore”
Io credo che ogni dono ne porti un altro e poi un’altro e un’altro ancora all’infinito!
Oggi Tu Giovanna per tutti quelli che amano la natura sei il nostro dono!”

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