GONAPEPTYL: “bloccare lo sviluppo puberale all’età di 9 anni. Così potranno decidere se essere maschietto o femminuccia”

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Ancora una volta l’Italia batte la Gran Bretagna, non solo al gioco del calcio. Infatti, siamo nel campo della nemesi medica. Ecco le indicazioni terapeutiche di un farmaco commercializzato in Italia a partire dall’anno 2003, testato senza alcun vero controllo (indipendente) dello Stato italiano – in palese violazione dell’articolo 32 della Costituzione – su pazienti non consenzienti e minorenni, trattati come cavie:

«… nei bambini: trattamento della pubertà precoce centrale confermata (bambine di età inferiore a 9 anni, bambini di età inferiore a 10 anni)».
Al peggio, anzi all’orrore sembra non esserci fine. Ecco quanto mi segnala oggi il medico-chirurgo Franco Giusto:

«Umanità manipolata. Ieri sono venuto a conoscenza di una sconcertante realtà che si sta compiendo nei confronti dei bambini in età scolare in molte scuole di Europa. L’ho appresa ascoltando la denuncia dell’ avvocato Gianfranco Amato, presidente dei giuristi per la vita, nella sua relazione “Educati da chi?” tenuta a Macerata il 20 febbraio 2015. Amato riporta fatti ben documentati e riferimenti precisi. Un esempio fra i tanti denunciati: il servizio sanitario britannico ha autorizzato l’uso del Gonapeptyl nei bambini per bloccarne lo sviluppo puberale all’età di 9 anni. Così potranno decidere se essere maschietto o femminuccia. Questo è un aspetto del progresso scientifico che ci aspetta. Ritengo sia come medico ma soprattutto come nonno di bambini in età scolare elementare che certa conoscenza vada divulgata soprattutto ai genitori per vegliare ciò che accade nelle scuole frequentate dai loro figli. Prevenire per non poi sentire la frase “ma io non sapevo!”».

Chi produce il Gonapeptyl? Bachem Ag, un’azienda biotech elvetica, nonché la Ferring in Germania. Come si fa a vendere legalmente e a somministrare un farmaco mai verificato prima sulle persone, ma sperimentato addittura sui bimbi? Semplice, si testa direttamente sull’ignara popolazione. L’Aifa, ossia l’agenzia di controllo del farmaco, senza averne la competenza scientifica, pontifica così:

«Pubertà precoce: il limite inferiore di età per l’inizio della pubertà, ancorché non semplice da definire, può essere stabilito a 7 anni (7-13 anni) per le femmine e a 9 anni (9-13,5 anni) per i maschi. Solo la pubertà precoce di origine centrale (pubertà precoce vera o LHRH dipendente) risponde al trattamento con analoghi stabili del LHRH naturale. L’uso di analoghi del LHRH è stato raccomandato da un comitato di approvazione della FDA. I benefici della terapia per la pubertà precoce includono una completa cessazione del ciclo mestruale nelle ragazze, l’interruzione o un netto rallentamento della maturazione dei caratteri sessuali secondari, il restaurarsi di comportamenti adeguati all’età anagrafica, la prevenzione della maturazione scheletrica precoce; quest’ultimo effetto previene anche la riduzione della statura in età adulta».

Fonte Sù la Testa, di Gianni Lannes

riferimenti:

http://www.gazzettaufficiale.biz/soggetti/farmaci/7/g/elencoFarmaco7_gonapeptyl.htm

http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2003/20030115/03A06216.htm

http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2003/20030146/03A07681.htm

http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2004/20040240/04A09652.htm

http://www.gazzettaufficiale.biz/atti/2011/20110286/11A15514.htm

http://www.sipps.it/pdf/taba2006/Bernasconi.pdf
http://www.agenziafarmaco.com/it/content/rapporto-sulla-sperimentazione-clinica-dei-medicinali-italia

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2004-10-12&atto.codiceRedazionale=04A09652&elenco30giorni=false

http://www.bachem.com/

http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/nota-51

https://youtu.be/u958MQTyBRE

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