Italicum, Mattarella firma la legge Fitch e Moody’s: un passo avanti (Be! se lo dicono loro… allora!)

 (Foto Ansa)
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La nuova legge elettorale che ha avuto il via libera lunedì scorso alla Camera entrerà in vigore dal primo luglio 2016. Apprezzamento dalle agenzie internazionali di rating

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la nuova legge elettorale. La legge entrerà in vigore dal primo luglio 2016. Secondo ambienti parlamentari il presidente non avrebbe stilato note o posto osservazioni.

Renzi e Civati

In precedenza era arrivata la firma del premier che ha così commentato: «Dedicata a tutti quelli che ci hanno creduto, quando eravamo in pochi a farlo». La firma di Mattarella «la davo per scontata, anche se secondo me la Consulta qualcosa da dire ce l’ha», ha spiegato invece Pippo Civati, che ha lasciato il Pd, in dissenso con la linea scelta dal premier sulla legge elettorale.

Il commento di Napolitano

«Questa legge non è stata mica approvata in un mese, ha impiegato più di un anno, ci sono stati tanti confronti, c’è stata una commissione di studiosi che ha spianato il terreno per la ricerca delle soluzioni e quindi credo che sia stato un raggiungimento importante», ha commentato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il parere positivo delle agenzie di rating

A commentare l’approvazione della legge anche gli esperti di Moody’s che la considerano «credit positive» se accompagnata dalla riforma del Senato. «Vediamo le riforme della legge elettorale e del Senato come un importante cambiamento istituzionale che potrebbe accelerare ed estendere le riforme economiche strutturali – si legge nel rapporto – proseguendo sulla strada di quelle in corso nel mercato del lavoro, del sistema giudiziario e di quello bancario». Moody’s cita tuttavia fra i contrattempi la decisione della corte costituzionale in tema di rivalutazione delle pensioni che potrebbero portare a costi aggiuntivi per diversi miliardi di euro.Per l’altra agenzia di rating Fitch si tratta di «un passo avanti nel percorso delle riforme istituzionali e strutturali intrapreso dall’Italia e nel medio termine rafforzerà il profilo di credito del paese riducendo i rischi politici che gravano sulle politiche economiche e di bilancio».

Il dissenso grillino

A pochi minuti dalla notizia della sigla presidenziale, i 5 Stelle hanno iniziato a bacchettare il Presidente via Twitter. «Mattarella firma l’Italicum e contraddice se stesso. Un democristiano è per sempre», cinguetta il senatore Andrea Cioffi. A ruota arrivano altre stoccate grilline.«Si avvia una presidenza oscura, non di garanzia per il Paese. Mattarella non ha spina dorsale, ha rinnegato le stesse cose che aveva deciso come giudice della Corte Costituzionale. E’ supino a Renzi, non ha difeso la Carta come era suo dovere», ha dichiarato Michele Giarrusso, senatore del Movimento 5 Stelle, a La Zanzara su Radio 24.

Fonte: Corriere della Sera

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