Fincantieri, “No ai microchip nelle scarpe previsti dal jobs act”. Lavoratori in sciopero

Giovedì 26 marzo 2015
No al microchip nelle scarpe. I lavoratori Fincantieri oggi hanno incrociato le braccia nello stabilimento del Muggiano a La Spezia contro il contratto integrativo in corso di discussione e per la situazione del bacino di carenaggio che il consorzio guidato dalla Provincia vorrebbe vendere. «Ci vogliono fare lavorare gratis mezz’ora ogni giorno e vogliono metterci un microchip nelle scarpe da lavoro» hanno detto i lavoratori.

La riforma del lavoro contenuta nel Jobs Act permette, infatti, alle aziende di controllare a distanza i lavoratori. La norma contestata, tuttavia, è ancora in attesa dei decreti attuativi, ma nelle intenzioni del governo ci sarebbe la possibilità di effettuare delle verifichi attraverso i macchinari, senza quindi coinvolgere direttamente i lavoratori.

L’azienda spiega che si tratta di una misura di sicurezza, ma i sindacati non ci stanno. I lavoratori sollevano, infatti, il dubbio che Fincantieri voglia controllare in ogni momento i propri dipendenti, verificando con il microchip dove si trovano, come si spostano e quanto tempo rimangono in alcune zone dello stabilimento.

Gli operai, appoggiati da Fiom, Fim e Uilm, sono quindi usciti dal cantiere e per oltre un’ora hanno bloccato la strada provinciale La Spezia-Lerici di fronte allo stabilimento e l’ingresso del raccordo autostradale. Da giorni, sono in agitazione per gli stessi motivi anche i lavoratori degli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (in provincia di Genova), che fanno un’ora di sciopero ogni turno e presidiano la portineria bloccando il transito delle merci.

Gli operai del cantiere di Sestri Ponente a Genova, invece, dopo una assemblea hanno dato mandato al sindacato di non sottoscrivere il contratto integrativo.
Sinistra Ecologia Libertà ha presentato il 12 marzo una interrogazione al governo a firma Nicola Fratoianni per chiedere al ministro del lavoro Poletti quale era la sua opinione al riguardo. Ad oggi dal governo nessuna risposta.

Fonte: Imola Oggi

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