La scoperta delle onde gravitazionali è giusto attribuirla ad Einstein?

L’altra sera, mercoledì 10.2.2016, mentre mi recavo al consueto appuntamento di S. Donato Mil.se, ascoltavo la radio, quando la giornalista scientifica di “radio popolare”, S.C. riferendosi alla scoperta delle onde gravitazionali esordisce dicendo: “Lo zio Albert ci ha preso di nuovo!”.

Ma cosa c’entra Einstein con le onde gravitazionali? Quanto dagli scienziato osservato conferma la teoria di Todeschini, non quella di Einstein, che, tra l’altro, teorizza uno spazio vuoto che si curva. Come farà il vuoto a curvarsi me lo devono ancora far capire.

Se lo spazio fosse davvero vuoto, come sosteneva Einstein, non ci sarebbe alcuna dilatazione e nessuna onda potrebbe propagarsi. A meno che non si riferiva ad un vuoto pneumatico, a quel punto la cosa non escluderebbe l’esistenza dell’etere, che ricordiamo è stabilito, in termini teorici, in 10^2 più sottile dell’aria. Di vuoto si parla? Mettiamola così: chi se ne frega.

Le onde gravitazionali osservate dai ricercatori sono possibili, solo nello spazio fluidodinamico teorizzato e dimostrato da Todeschini. In questo ordine di cose tutti i fenomeni naturali si identificano in particolari movimenti di spazio fluido retti da una sola equazione matematica (quella della fluido dinamica).
Fonte

Il 1° principio uni-fenomenico di Todeschini dice: esiste solo etere, e nell’etere ci sono solo movimenti di etere, … da questo scaturiste tutto!!!!

Per approfondimenti si rimanda ai video prodotti in precedenza in merito:

1) 25.9.2013 – S.Donato Mil.se, R.Bruno – M.Todeschini, lo SMART uomo

2) Relazione al 2° Convegno Nazionale del Circolo di Psicobiofisica a Bergamo il 12 ottobre 2013

3) PSICOBIOFISICA – R. Bruno, 25.10.2013 – Bergamo

4) 21.11.2013, PAVIA – R. Bruno – PsicoBiofisica, Nuovo Sistema Cognitivo

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