Lasciare andare.

L’epoca in cui stiamo vivendo rappresenta uno dei periodi più difficili e al contempo più fertili che l’umanità abbia mai trascorso. Basta accendere la televisione, o semplicemente guardarsi attorno, per vedere che tutto è al collasso, l’economia, la politica, la salute del pianeta, la nostra salute, vi sono conflitti ovunque, sia nelle nostre case, che in molti luoghi della Terra, ma soprattutto dentro noi stessi.

L’origine di tutto questo sfacelo è dentro di noi, ognuno di noi ne è responsabile e la causa va ricercata nella risposta alla domanda “Chi sono?”.

Sono un semplice aggregato di trilioni di cellule gettato qui dal caso? O sono un’espressione fisica di una coscienza senza spazio nè tempo? Sono un povero essere umano che deve cercare di sopravvivere alla meno peggio per 70/80 anni? O sono qui per esprimermi, creare e condividere? Sono la mia cultura di appartenenza, il mio status sociale e la mia religione? O sono l’individuo che temporaneamente sta interpretando questi ruoli, indossando queste maschere?

E’ nella risposta che fornirà la maggior parte degli esseri umani a questa domanda, l’inizio di ogni “male” che ci affligge. Sarà questa risposta che determinerà le nostre azioni, i nostri stili di vita, i nostri comportamenti, ciò a cui aspiriamo e verso cui ci muoviamo.

Evolutivamente parlando abbiamo raggiunto il massimo della caduta nell’illusione, l’estrema separazione dalla nostra reale identità, la disperata perdita di senso di questa strana cosa chiamata vita.

Il Mondo che ci circonda non fa altro che ingigantire e riverberare questo nostro smarrimento interiore, non può fare altro.

So che è difficile vedere in tutto ciò qualcosa di evolutivo, utile o addirittura di indispensabile, ma è così: lo sviluppo dell’individualità e dell’ego se da un lato crea tutti i danni che vediamo oggi sulla Terra, dall’altro è l’unico mezzo che abbiamo a disposizione per tornare a ricongiungerci con la nostra reale natura divina in coscienza e consapevolmente.

Tutto è perfetto così. Non esiste “male” e non esiste “bene”, queste sono categorizzazioni della mente umana, esiste solo una coscienza infinita che si sta esprimendo su un piano fisico.

Molte persone su questo pianeta hanno raggiunto un livello evolutivo in cui la loro identità sta divenendo trascendentale, ovvero sta sconfinando al di là della propria piccola mente egoica e sta sempre più avvicinandosi alla coscienza, alla reale natura spirituale del nostro Essere, all’Umanità intrinseca ad ognuno di noi che non conosce cultura, religione, credo politico o altre etichette mentali attraverso cui sta temporaneamente facendo esperienza: non tutti sono pronti per aprire il cuore, ma molti lo stanno facendo, ed è proprio a questi che mi rivolgo.

Non c’è più tempo per restare nella dualità, per dare energia ad un Mondo morente e che viaggia a gran velocità su un binario morto, il nostro futuro dipende dalle scelte che ognuno di noi compie oggi, dal focus verso cui sceglie di destinare la propria attenzione, energia, emozioni, pensieri e azioni.

Sono cosciente che tutto ciò comporta molta fatica e sofferenza, ma dobbiamo accettare tutto ciò che sta avvenendo come una tappa imprescindibile per l’evoluzione dell’intera umanità, inoltre è proprio grazie a questa urgenza, questa crisi, questa necessità di cambiare che possiamo avere la spinta propulsiva per il ritorno a noi stessi.

Non sprecare tempo con chi non ha raggiunto questa consapevolezza interiore e continua a ricreare una realtà di scontro e separazione, reagire significa restare nell’illusione, mettersi a quel livello e incentivare lo scontro: non c’è posto per la rabbia, la guerra e lo scontro nel livello di coscienza a cui stai tendendo.

E’ in ballo una straordinaria possibilità evolutiva, cerca di disciplinare le energie e convogliarle in questo processo interiore, i benefici che ne trarrai saranno incommensurabili.

Lottare per la luce, lottare per la giustizia e il bene sono trappole che ci mantengono nella dualità, poiché tutti questi concetti presuppongono l’esistenza dei loro opposti.

L’unica via per creare un altro Mondo è quella di elevare il proprio stato di coscienza individuale, riscoprire in sé la buddità, la coscienza cristica e portare all’esterno i frutti di queste caratteristiche immanenti di ogni essere umano che si tradurranno inevitabilmente in aiuto reciproco, condivisione, altruismo senza secondi fini, empatia, cooperazione e gioia incondizionata.

Francesco Pirani

Pubblicato da R.P.

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