Ora le case si costruiscono in 24 ore con le stampanti 3D industriali.

Soltanto 24 ore per costruire una casa. Negli Stati Uniti, un geniale inventore iracheno ha messo a punto la tecnica del Contour Crafting che, applicata all’omonima stampante 3D, è in grado di realizzare abitazioni in modo automatizzato. Il professor Behrokh Khoshnevis, emigrato dall’Iran nel 1974 e possessore di vari brevetti nei settori dell’ottica e della robotica, sta lavorando in collaborazione con la University of Southern California per testare una gigantesca macchina che, come precisa Khoshnevis:“Potrà essere utilizzata per realizzare una casa intera in meno di 24 ore, utilizzando un processo di stampa rapida 3D per fabbricare elementi di grandi dimensioni. In questo modo si potranno ridurre drasticamente i consumi energetici e le emissioni”.

Il stampante 3D monta uno speciale ugello da cui è iniettato il calcestruzzo e, attraverso un modello computerizzato, procede automaticamente alle fasi di costruzione dei componenti della casa. Una tecnologia che, secondo gli esperti di settore, consentirebbe di rivoluzionare il settore delle costruzioni.

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Gli utilizzi, oltre che nel settore privato (e a prezzi accessibili), si estenderebbero a tutti quei casi ove fossero necessarie abitazioni d’emergenza in aree colpite da catastrofi naturali; infatti le soluzioni abitative costruite con questa tecnologia sono particolarmente resistenti, addirittura il triplo rispetto a quelle realizzate con i metodi tradizionali.

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LE PERPLESSITÀ SUL SISTEMA Il mancato utilizzo di forza lavoro

Il sistema, che a questo punto rende del tutto automatizzata la costruzione di una casa, pone però la seria questione sul mancato utilizzo di forza lavoro, rappresentata da un altissimo numero di operai impiegati oggi nel settore edilizio. “C’è preoccupazione per le persone che lavorano nel settore delle costruzioni”, ammette Khoshnevis, “ma la realtà è che con Contour Crafting si creerebbero moltissimi nuovi posti di lavoro, per la manutenzione e gestione della macchina ad esempio, ma anche per la realizzazione dei programmi computerizzati di costruzione e per l’installazione degli impianti e delle finiture, una fase non prevista da questa tecnologia”.

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Case tutte uguali?

La seconda perplessità è legata alla paura di avere case tutte identiche, senza nessuno stile o personalità. Ma Khoshnevis risponde che “ogni edificio realizzato può essere differente e personalizzato: basta cambiare il programma al computer per ottenere una casa totalmente diversa”.

IL FUTURO DEL PROGETTO

Una volte concluse le fasi di test e di osservazione, si procederà alla definizione sul futuro del progetto e sulle possibili applicazioni.
Oltre ai già citati vantaggi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, della rapidità di realizzazione, dei costi contenuti e della facile adattabilità a situazioni differenti, la ricerca si sta muovendo anche nell’elaborazione di nuove soluzioni relative a materiali costruttivi più ecologici e sostenibili, in sostituzione al cemento.

Fonte: architetturaecosostenibile.it

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