Polizia lascia devastare Milano, ma spezza le braccia degli insegnanti a Bologna – Ci sarebbe da chiedersi se oggi esista ancora il diritto al dissenso? e con quale metro viene “tollerato”?

Talvolta si dice che i titoli servono solo a fare audience, e non rispecchiano la realtà di quanto scritto. Beh, non è questo il caso. Dopo i disordini di Milano, dopo che Alfano ha ammesso che la strategia era di “lasciarli fare, ed evitare gli scontri, evitare una nuova Genova” (e sappiamo tutti perché è stata adottata questa tattica, Expo è buono e bello), apprendiamo (dai fatti) che la strategia della Polizia italiana è “debole coi forti, forte coi deboli”, e ci sarebbe da chiedere lumi al Viminale sui canoni secondo cui si decide codesta linea d’azione.

Non riproporremo immagini di Milano, perché le conoscete già tutti, macchine e infrastrutture pubbliche alle fiamme, vetrine di banche e negozi sfondate, nessuna carica in momenti cruciali, nessuno scontro fra polizia e devastatori del corteo nero, insomma, scenario da guerra civile. E tutto questo mentre, e questa è una certezza, v’erano poliziotti infiltrati fra i black block (per saggiare il rischio che questi presentassero, non per aizzare la protesta, come qualche cospirazionista vorrebbe far credere). Quando poi i black block si sono dati alla macchia e i poliziotti hanno iniziato a inseguire “il nulla” (giacché sapevano benissimo, grazie all’infiltrazione, qual era la strategia), ormai era troppo tardi, e Milano era distrutta. Tutte quelle che abbiamo visto sono state scelte consapevoli del Ministero dell’Interno,  che conosceva benissimo il quadro della situazione, e non voleva gettare ulteriore benzina sul focolare di Expo 2015: Expo è buono e bello, ancora, e basta.

Vanno invece proposte le immagini delle proteste di ieri a Bologna, alla Festa dell’Unità, con il parco della Montagnola a Bologna blindato per l’intervento di Matteo Renzi e del resto della corte. A protestare (e stavolta, sì, si usa la parola PROTESTARE, a Milano invece possiamo usare DEVASTARE) c’erano i centri sociali (la sinistra che protesta un partito a sinistra), e molti insegnanti, prosecuzione degli interventi di protesta della settimana scorsa. Foto:

Fatto Quotidiano, foto proteste Bologna

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La donna che vedete a terra non è una pericolosa terrorista, né una black-block spaccavetrine bruciamacchine, si tratta di una maestra di scuola, finita sotto i ferri per rimettere in sesto il braccio spaccato dai manganelli della polizia (in questa foto non si vede, ma il braccio non è fisicamente più in sede, ma girato su sé stesso).

Sabato e ieri la Polizia italiana è stata il braccio armato del PD: forte coi deboli, debole coi forti. 

Mentre avveniva questo massacro, fuori dalla montagnola, Renzi portava avanti un bel discorso incoraggiante, coperto di fischi, dal palco della Festa dell’Unità. Gli applausi si sono contati sulla punta delle dita, mentre l’ex sindaco ha dovuto tirare fuori tutta la propria voce, urlando davvero come un forsennato, nel tentativo di coprire le rimostranze.

 

Agli amici insegnanti diciamo (sarcasticamente): la prossima volta bruciate le auto, sfondate vetrine, ribaltate cassonetti, invece di usare slogan pacifici. Vedrete che tornerete a casa con tutte le ossa sane.

Fonte: Newspedia.it

19901212-ROMA. MANIFESTAZIONE STUDENTESCA PER L'ANNIVERSARIO DELLA STAGE DI PIAZZA FONTANA. STRISCIONI CONTRO COSSIGA ED ANDREOTTI SUL CASO GLADIO ROMANO GENTILE / ANSA ARCHIVIO: R 24678
19901212-ROMA. MANIFESTAZIONE STUDENTESCA PER L’ANNIVERSARIO DELLA STAGE DI PIAZZA FONTANA. STRISCIONI CONTRO COSSIGA ED ANDREOTTI SUL CASO GLADIO
ROMANO GENTILE / ANSA
ARCHIVIO: R 24678

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http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/cossiga.htm

23 ottobre 2008 DUEMILAOTTO
[Francesco Cossiga intervistato sulle proteste degli studenti universitari]

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. […] In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… […] Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. […] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. […] Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma PICCHIARLI e PICCHIARE ANCHE QUEI DOCENTI che li fomentano. […] SOPRATTUTTO I DOCENTI. […] Non dico quelli anziani, certo, ma le MAESTRE RAGAZZINE SI. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”

Spero sia tutto chiaro!

 

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