Sul pianerottolo dopo lo sfratto: la città si mobilita

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La storia di grave disagio sociale di due fratelli. Tutto ciò che avevano è rimasto chiuso nell’appartamento

CODROIPO. Vivere per mesi senza riscaldamento, acqua calda e corrente elettrica. Poi lo sfratto e l’appartamento che viene chiuso con un lucchetto. Dentro è rimasto tutto quello che hanno. Vestiti, il cellulare, gli utensili da cucina che avevano comprato. I fratelli Franco e Michele a poco più che cinquant’anni si sono trovati senza una casa. Nel loro alloggio, in una palazzina popolare in via Fratelli Cervi, non possono più entrare.

Michele per qualche notte, da quando il 24 aprile è arrivato lo sfratto esecutivo, ha dormito sul pianerottolo al terzo piano. Una coperta buttata sul pavimento, un giaciglio provvisorio dove ha cercato riparo. Grazie alla solidarietà dei codroipesi, ora sono riusciti a trovare ospitalità da alcune famiglie. La famiglia Polo, dell’osteria Alle Risorgive, insieme alle associazioni sportive, ha dato loro un aiuto concreto. Non li ha lasciati soli, li ha accolti offrendo un pasto caldo, dei vestiti puliti e un appoggio.

Una situazione di disagio sociale difficile, la loro. Da anni, da quando i genitori sono mancati, i due fratelli non sono mai riusciti a provvedere alle spese dell’affitto mensile fino all’arrivo dello sfratto. «Ho soltanto questi vestiti addosso – spiega Franco –, tutto il resto ce l’ho dentro la casa. Vorrei cambiarmi ma non posso». Una situazione delicata che si protrae da anni. Resa ancora più difficile dal fatto che i due fratelli, in carico ai servizi sociali, al momento non vogliono firmare per iniziare un percorso di assistenza all’ospedale di San Daniele del Friuli.

L’amministrazione conosce molto bene il caso, se ne sono occupati in prima persona l’assessore Claudio Tomada, ma anche il consigliere Walter Piacentini. Ora ci si sta attivando per poterli trasferire temporaneamente in una struttura ricettiva a Codroipo. Nel frattempo, oggi è in programma un incontro con le assistenti sociali. Le loro storie sono note alla città. Situazioni difficili alle spalle, lavoretti saltuari, una solitudine di fondo diventata ancora più profonda quando sono venuti a mancare i genitori. E si è subito dimostrata pronta ad aiutarli.

«Ringrazio tutti i cittadini che ci hanno segnalato questa situazione di disagio e che conoscevamo già da tempo – afferma il sindaco Fabio Marchetti –. Ringrazio tutti coloro che hanno dimostrato una grande solidarietà e generosità nei loro confronti». Si dovrà pensare al loro futuro, alla possibilità di iniziare un percorso di integrazione sociale e lavorativa in una cooperativa di solidarietà. I codroipesi hanno dato loro un sostegno per quanto hanno potuto. E anche alcune associazioni si sono offerte per aiutarli. Il pensiero dei fratelli Franco e Michele corre là, al loro appartamento. A quel lucchetto che impedisce di entrare. Scuote la testa Franco. Non ha voglia di parlare con chi non conosce. Ha fretta, dice, deve fare una commissione. Non prima di ripetere che lui in quell’appartamento ha lasciato tutto quello che ha.

Fonte: Messaggero Veneto, di Viviana Zamarian

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